mercoledì 21 marzo 2012

torta di formaggio e kiwi

Non c'è dolce migliore per iniziare bene la primavera che sia in primis l'insegna di colori e sapori freschi...oggi è 21 Marzo, aria fresca, giornate illuminate che si allungano, i profumi che cambiano, fiori e piante che rinascono e.... ecciùù...  ecco che ricompare anche la mia allergia! Vabbè, ma almeno oggi pomeriggio mi ha fortunatamente dato tregua! Come ben si sa, ho un debole per la frutta, ne magio in quantità e la uso spesso per le mie ricettine anche se solo a mo' di guarnizione, bene, allora buon inizio di primavera a tutti e con questa preparazione direi che la primavera è proprio nel piatto! Leggera, fresca e colorata: un vero inno alla ritrovata primavera.
Ritrovarsi ogni tanto nella busta della spesa una ricottina fresca in omaggio per aver acquistato delle mozzarelle non è poi tanto male, a sentire mia mamma invece un po' meno:" cosa ne faremo ora della ricotta,.. se consumiamo prima la mozzarella fresca questa andrà a male!" Mhh..come fa ad esserne sicura se io ho già in mente di impiegarla per preparare un dessert fresco...
INGREDIENTI: 100 gr di biscotti secchi; 30 gr di farina di cocco: 60 gr di burro; 300 gr di ricotta; 2 bicchieri di latte; 2 kiwi; 3 cucchiai di zucchero; 1 bustina di vanillina; 1 limone; cannella.

Foderiamo una teglia con carta da forno o alluminio e mettiamo da parte, in una terrina sbricioliamo i biscotti cui uniremo il cocco e il burro fuso, dopo aver mescolato versiamo nello stampo e schiacciamo bene con una forchetta sul fondo e contro le pareti, dopodichè poniamo in frigorifero mentre prepariamo la farcitura; sbucciamo e tagliamo a  cubetti i kiwi e mettiamoli in un pentolino con un po' di acqua e lo zucchero, facciamo cuocere prima a fuoco dolce, poi alziamo la fiamma per far evaporare l'acqua in eccesso, spegniamo e lasciamo raffreddare. Portiamo ad ebollizione il latte con la vanillina, e facciamo intiepidire. In una ciotola a parte versiamo la ricotta (frullatela se desiderate renderla più cremosa), cui uniremo il limone grattugiato e un pizzico di cannella; incorporiamo i kiwi e il latte, amalgamiamo per bene con un cucchiaio di legno, non ci resta che versare il composto sopra la base di biscotti, livellando con una spatolina e rimettiamo in frigorifero, è preferibile lasciarla tutta la nottata. Poco prima di servire in tavola possiamo decorare il dolce con riccioli di panna montata e fettine di kiwi e con altra frutta di stagione.
                                                                                       





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-Con questa ricetta partecipo a "Un viaggio nel formaggio" di La cuochina sopraffina e Fiordimaso

lunedì 19 marzo 2012

zeppole

Come per molti altri splendidi dolci tipici della nostra terra, appartenenti all'antica tradizione della pasticceria artigianale napoletana, per le zeppole una leggenda vuole che l'invenzione sia attribuibile alle suore di un monastero napoletano. Di contro, secondo un'altra versione le zeppole sarebbero un'ennesima invenzione di un noto storico pasticciere che, alla ricerca di nuove ispirazioni, si sarebbe chiuso nel suo laboratorio per uscirne un 19 Marzo (San Giuseppe) con la  sua nuova invenzione: le zeppole! Ogni città, provincia o regione ha ovviamente la sua variante delle zeppole ma l’elemento fondamentale che accomuna e contraddistingue questi dolci è che devono essere fritti in abbondante olio, proprio come tradizione vuole. Negli ultimi anni, però, ha preso piede anche una versione al forno delle zeppole che risultano così essere un po’ più leggere e meno caloriche rispetto alle classiche frittelle.
 La tradizione prevede il consumo delle zeppole in occasione della festa di San Giuseppe, da cui la denominazione; ma è buona norma per tutti i golosi non farsi mancare questa delizia anche nel resto dell'anno!
 
INGREDIENTI: 200 gr di acqua; 1 pizzico di sale; 30 gr di burro; 200 gr di farina; 3 uova; crema pasticcera; marmellata di amarene, zucchero al velo.

Riempite un pentolino con l'acqua, il sale e il burro, una volta che quest'ultimo si è sciolto aggiungete la farina, amalgamate per bene con un cucchiaio di legno fino al momento in cui l'impasto si stacca dalle pareti della pentola, dopodiché si aggiungono le uova, amalgamate velocemente, spegnete e lasciate intiepidire. Nel frattempo mettete sul fuoco una padella colma di olio di semi (è necessaria una quantità tale da consentire alle zeppole di galleggiare libere), munitevi poi di una teglia foderata con carta da forno e di una siringa per dolci con beccuccio rigato, riempitela della pasta e cominciate a premere il composto sulla teglia dandogli la forma di una ciambella che infornerete a 200° per una decina di minuti, toglietele dal forno e immergetele nell'olio bollente, ripetete la procedura per tutte le zeppole che avete ottenuto dall'impasto (in genere con le dosi sopraindicate dovreste ricavare 13/14 ciambelle). A casa mia la mamma ha sempre preparato le zeppole di San Giuseppe facendole cuocere prima nel forno, per evitare che si impregnino di olio, così sono anche un po' più salutari, e poi immergendole nell'olio bollente affinché vengano gonfie e di color ambra, scolatele senza perforarle e adagiatele sulla carta assorbente, per privarle dell'olio in eccesso, infine trasferitele tutte su di un vassoio. Preparate la classica crema pasticcera con uova, zucchero, farina, latte e panna alla quale ho aggiunto la scorza grattugiata del limone, il tutto mentre le zeppole raffreddano. Ponete nel mezzo oppure lungo la superficie la crema e  un cucchiaino di confettura di amarene (quella preparata da mia mamma senza togliere le bucce alle amarene!) cospargete di zucchero al velo. Servite direttamente o ponete in frigo.











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sabato 17 marzo 2012

mini ventagli

 INGREDIENTI: 1 rotolo di pastasfoglia; 1 uovo; cioccolato tritato; zucchero.
Iniziamo con lo stendere la pastasfoglia con il foglio di carta da forno con cui è stata confezionata, se manca mettetela su una spianatoia leggermente infarinata per evitare che si attacchi; spennelliamo la base con  l'uovo sbattuto lasciandone un po' da parte, grattugiamo il cioccolato (io ho coperto di cioccolato solo metà della sfoglia, per ottenere anche dei ventagli classici, come si evince dalla foto in basso) dopodiché non ci resta che cospargere con lo zucchero. Arrotoliamo la pasta, partendo dai due lati opposti e andando verso il centro, pennelliamo ora con il rimanente uovo il punto in cui i due rotoli si congiungono, con un coltello appuntito tagliamo delle fette dello spessore che vogliamo, appiattendole leggermente, e sistemiamole nella teglia foderata di carta da forno. Preriscaldiamo il forno a 220°, inforniamo e lasciamo cuocere per una decina di minuti, ovvero quando saranno gonfi e la superficie diventerà dorata, sforniamo e lasciamo raffreddare, se lo preferite cospargete di zucchero al velo.

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venerdì 16 marzo 2012

strudel alla frutta secca

Apro il frigo e...tho! un rotolo di pastasfoglia che scade tra un paio di giorni, bene, ricordo di avere anche varie confezioni di "Studentenfutter"...e fu così che finalmente son riuscita a mettere in atto una ricetta che mi ronzava in testa da un po' di tempo. Se dovesse sembrare un dessert fuori stagione, posso confermare che questo caso é esattamente l’eccezione che conferma la regola, viste le condizioni climatiche di questi giorni...
INGREDIENTI: 1 rotolo di pastasfoglia rettangolare; 2 mele; 2 cucchiai di miele; una manciata di mandorle spellate, nocciole, noccioline, pinoli, uvetta, prugne secche e fichi secchi; 1 uovo; biscotti sbriciolati.
Cominciamo col far ammollare l'uvetta nel rhum, in un pentolino mettiamo le mele tagliate a fette con un po' d'acqua, lasciamo cuocere a fuoco basso finché diventano morbide, scolate l'acqua se non è evaporata e aggiungete il miele, lasciate caramellare per 5 minuti poi spegnete. Foderate una teglia rettangolare con carta da forno, srotoliamo la nostra pasta e sbricioliamo i biscotti secchi sulla base, adagiamo poi le mele e completiamo con uno strato della frutta secca sminuzzata ed amalgamata, arrotoliamo cercando di non far uscire il ripieno e pigiamo con una forchetta sul bordo le due estremità della pasta, creiamo dei taglietti sulla superficie dello strudel e spennelliamo con l'uovo sbattuto, possiamo ora infornare a 220° per 10 minuti, abbassare la temperatura e continuiamo la cottura peer un'altra decina di minuti, sforniamo quando il dolce avrà assunto un colorito dorato, se lo desiderate spolverizzate con zucchero al velo o cannella.

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domenica 11 marzo 2012

Torta di mandorle con arance caramellate

Un dessert semplice e rapido, e dovreste pure cavarvela con ingredienti che sicuramente avrete a casa. Un invito più che conveniente ad imitarla. Protagonisti principali del piatto: arance caramellate e mandorle tostate, sulla scia della felice unione tra frutta fresca e frutta secca. Un accostamento, quello sopracitato, che non ha origine da una personale intuizione, lo ammetto, ma bensì dal ricordo delle innumerevoli preparazioni che restano troppo spesso inesplorate nei ricettari, rappresenta una ricetta dunque, che ho corteggiato a lungo con il pensiero finchè non mi son convinta che era arrivato il momento di metterla in atto, nella corrente stagione  ove le arance rosse (che preferisco in assoluto) la fanno da padrona!
INGREDIENTI: 250 gr di farina; 250 gr di burro; 250 gr di zucchero; 100 gr di mandorle; 3 uova; 1 arancio;1/2 bustina di lievito.
 Innanzitutto dobbiamo far sciogliere il burro a fuoco dolce, nel mentre facciamo tostare le mandorle tritate in forno per una decina di minuri a 150°. In una ciotola versiamo lo zucchero e mescoliamo col burro fuso al fine di ottenere una crema, uniamo le uova, la farina, e continuando a mescolare le mandorle, la buccia grattugiata dell'arancia, se lo desiderate anche il succo di metà della stessa, infine il lievito setacciato. Foderate una teglia quadrata con carta da forno e riempite del composto, inforneremo a 170° per all'incirca mezz'ora. Sfornate e lasciate intiepidire, nel frattempo lavate bene le arance e in un pentolino mettiamo 6/7 spicchi di arancia rossa con la buccia, 4 cucchiai di zucchero e mezzo bicchiere d'acqua, se volete anche una spuzzata di cannella; lasciamo caramellare per una decina di minuti o poco più, fin quando l'acqua è evaporata e le arance diventano gelatinose e dorate, tolte dal fuoco adagiamole con una forchetta sul dolce, cosparso di zucchero al velo e una manciata di mandorle. Consiglio di servire il ancora caldo.
 
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giovedì 8 marzo 2012

Torta Mimosa

 La mia premessa sarà parecchio triste ma necessaria per chi voglia capire meglio, come me, a quando risale e soprattutto il motivo per il quale questa giornata dedicata alle donne, ..si, dedicata, perchè di memoria e, sottolinierei, non giorno di festa...Documentandomi sulla rete leggo che le origini della festa della donna hanno poco a che fare con feste eccessive e serate, organizzate da uomini, con spogliarelli, ingressi gratis e cocktail a fiumi! Facendo un passo indietro, ovvero all’inizio del secolo scorso, dagli Stati Uniti all'Europa, passando anche da qualche evento tragico, lotte femministe e contestazioni politiche, per arrivare a questo giorno in cui ci festeggiamo, e prima ancora a quando finalmente il suffragio è diventato universale e le donne hanno avuto sempre più diritti e non solo doveri, anche se c’è ancora molta strada da fare, cosa che non tutti forse sanno o riconoscono!
Nel 1908, negli Stati Uniti, le operaie di un'industria tessile, iniziarono a scioperare, causa le pessime condizioni contrattuali e lavorative; il proprietario della fabbrica, pensò bene di chiuderle dentro, impedendo loro di uscire. Purtroppo all’interno della fabbrica ci fu un incendio doloso e così 129 donne morirono. Era l’8 marzo del 1908. Già da qualche tempo le femministe, ma anche molti partiti socialisti, in tutto il mondo, rivendicavano il diritto delle donne di poter votare e dopo questo tristissimo evento, a Copenaghen, durante la Conferenza Internazionale delle donne socialiste la loro rappresentante, propose di celebrare il giorno delle donne proprio l’8 marzo, per ricordare al mondo l’impegno delle donne non solo come mogli e madri, ma anche come lavoratrici e cittadine. In Italia la prima festa risale al dopoguerra, 1946, giorno in cui appare anche la mimosa per la prima volta. Le organizzatrici romane dei festeggiamenti erano alla ricerca di un fiore che potesse colorare e profumare tutti gli eventi, la loro scelta cadde sulla mimosa, non solo bella e colorata, e in fiore in quel periodo dell’anno, ma anche economica, visti i tempi!
Ciò detto passiamo alla torta, preparata come tutti sappiamo in corrispondenza della festa della donna.
INGREDIENTI PER IL PAN DI SPAGNA: 3  uova; 3 cucchiai di zucchero; 3 cucchiaidi farina; 1 bustina di lievito; una confezione di panna da montare da 200 ml. PER LA CREMA: 2 uova; 2 cucchiai di zucchero; 2 cucchiai di farina; 2 bicchieri di latte; 1 limone; 1 confezione di panna da cucina da 200 ml; PER LA BAGNA: il succo di un limone; 2 cucchiai di zucchero; acqua.
Per iniziare ho imburrato ed infarinato una teglia di diametro medio dai bordi alti, in una ciotola poi ho unito le uova (rigorosamente fresche) allo zucchero e ho azionato lo sbattitore al massimo al fine di ottenere un composto spumoso e chiaro, soddisfatti quindi del risultato liberiamoci del frullatore e aggiungiamo la farina ed il lievito setacciato mescolando dal basso verso l'alto, versiamo l'impasto nella teglia ed inforniamo a 170° per circa una mezz'ora (colgo l'occasione per mostrarvi anche il nuovo fornetto, ahah, come potete vedere dalla foto in basso, che mi è arrivato un paio di giorni fa). Sfornate e fate raffreddare; Considerando che io l'ho preparata martedì sera, ho lasciato raffreddare tutta la notte e il giorno dopo ho preparato lo sciroppo con cui bagneremo in pan di spagna e la farcia con cui riempiremo la nostra torta. Per lo sciropppo in un pentolino ho versato il succo del limone, lo zucchero e dell'acqua quanto basta portando tutto su fuoco lento. Mentre questa raffredda, occupiamoci della crema sbattendo in una ciotola le uova con lo zucchero unendo poi la farina e il latte, mescoliamo costantemente fino al raggiungimento dell'ebollizione per poter incorporare infine la panna e la buccia del limone facendo cuocere per altri 5 minuti. Lasciamo intiepidire e nel frattempo tagliamo il pan di spagna orizzontalmente quasi a metà, per ricavare un disco dello spessore di 1 centrimetro che sbricioleremo per la decorzione finale, servitevi di un coltello seghettato, siate precisi. Provvediamo ad inumidire la parte interna dei 2 dischi ottenuti con lo sciroppo al limone, spalmiamo la crema sul disco che fa da base, anche se ancora calda non è un problema, richiudiamo con il secondo disco. E' la volta della panna montata che stenderemo sulla superficie della torta, senza essere frettolosi, sarà che a me quella della guarnizione è la fase che piace maggiormente, tendo a soffermarmi più tempo sulla decorazione che per la completa preparazione! Utilizziamo ora il sottile strato di pan di spagna e ricaviamone tanti differenti fiocchi che danno l'effetto "mimosa", fiore simbolo della festa della donna, che faremo cadere a pioggia sulla torta coperta di panna montata.

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lunedì 5 marzo 2012

focaccine alle ciliegie

Caro blog, hai notato che ultimamente ti penso troppo?! Vedi che nel giro di una settimana ti ho riempito di delizie?! Non uscirtene ora con la solita canzoncina ipotizzando che sia giù di morale, puntando il dito accusatore, e che per questo decido di fare torte nel tentativo di godere di una rinnovata sensazione di gioia e positività...Invero, potevo forse esimermi dal preparare un dolcetto sfizioso per noi due?! Solo per me e per te, pensa! Caro blog di una vita! E' vero, ti vedo un po' appesantito, con tutte queste ricette postate in un lasso di tempo troppo breve,.. ma ti piace mostrarmi sovente, frasi del tipo: "Il tuo post sul blog è stato pubblicato correttamente"; "Il posting è diventato facile. Aggiorna il blog da Gmail oppure dalla home page di iGoogle"; bè te lo confesso, così non fai altro che alimentare la mia fantasia..ed eccomi qui a riempirti di un'altra preparazione dolciaria :D. Vabbè premetto che non è un dolce pretenzioso, semplice ma sicuramente d'effetto, a colazione o a merenda, e poi la marmellata di ciliege...bontà divina!

INGREDIENTI: 300 gr di farina; 2 cucchiaini di lievito in polvere; 1 pizzico di sale; 125 gr di zucchero; 4 cucchiai di noccioline tritate; la buccia grattugiata di 1 limone; 1 uovo; 250 ml di latte; 6 cucchiai di burro fuso; marmellata; zucchero al velo.
Preriscaldiamo il forno a 200°, imburrate una trentina di stampini circolari di media grandezza, e per il momento mettete da parte. E' necessario infatti cominciare a mescolare ingredienti secchi da un lato, passando al setaccio la farina, il lievito e il sale, cui aggiungeremo lo zucchero, le noccioline e la scorza di limone, il tutto in una terrina. A parte amalgamiamo invece l'uovo, il latte e il burro, versandoli al centro degli ingredienti secchi, continuiamo a mescolare con un cucchiaio di legno. Giunti a questo punto possiamo cominciare a riempire i pirottini precedentemente preparati con metà del composto, ponendo in ognuno una cucchiaiata di marmellata (io ho utilizzato quella alle ciliegie) e coprendo infine con il resto della pasta. Allineate in una teglia tutti gli stampini e cuocete a forno caldo per circa 20 minuti o comunque quando avranno assunto un colorito dorato, sfornate. Una spolveratina di zucchero a velo o cannella a mio avviso ci sta che è una meraviglia! Lasciate raffreddare oppure tiepide accompagnatele ad una tazza di tisana.

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sabato 3 marzo 2012

banane al cioccolato

Le banane non devono rappresentare solo un frutto, almeno a casa mia!  O meglio...perché utilizzarle solo per la macedonia, spezzettate nel groviglio fruttuoso che tra l'altro non va manco d'accordo con i frutti che maturano d'estate, quelli sono tutti rossi e le banane sono come me..non s'abbronzano mai, sempre palliducce e in disparte nel fondo del calice perchè pure alle posate sfuggono per la forma che presentano..Quest'idea m'è venuta pensando ad un modo per sostituire la classica merenda estiva ricoperta di cioccolato da mettere in frigo. Vi confesso che mio fratello ha provato qualche settimana fa a cuocere le banane non sformate della buccia sulla brace e vi garantisco che ne è valsa la pena mangiarne nelle fredde e cupe serate invernali. Bando alle ciance e veniamo alla ricetta!...ahah  che parolona, mi vien quasi da ridere, perché più facili di così non si può!
3 banane, 2  buste di ciobar, 1 bicchiere e mezzo di latte, una manciata di farina di cocco,  di corn flakes e di granella di mandorle.
Innanzitutto disponete le banane complete della buccia su una griglia che appoggerete sulla brace viva,  girate una sola volta dal lato opposto facendo cuocere per abbondanti 10 minuti, fin quando insomma il frutto non si stia sciogliendo, non preoccupatevi del colore scuro che assumerà la buccia, ricordate che è molto doppia quindi non brucerà l'interno. Quando avrete ottenuto un risultato simile a quello nella foto inserita in basso, liberate le banane della buccia, attenti a non scottarvi, e adagiatele su un piatto da portata, mentre queste si raffreddano prepariamo la nostra crema al cioccolato versando in un pentolino il contenuto di 2 buste di ciobar (io ho impiegato quelle al gusto di gianduia), uniamo il latte e mescoliamo con un cucchiaio di legno, ora possiamo portare sul fuoco lento, continuiamo a mescolare, spegneremo solo quando ne risulterà un composto molto denso. Trasferiamo sul tavolo e con una spatola stendiamo la crema ottenuta ancora fumante sulla superficie delle banane e se riuscite anche sui bordi non facendo però colare sul piatto se aspirate ad un risultato perfetto, dopodiché cospargete con la granella che preferite...io ho frantumato una manciata di fiocchi di mais (quelli che mettiamo nel latte a colazione, per intenderci), su un'altra ho fatto cadere una manciata di mandorle tritate e sulla terza la farina di cocco.

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venerdì 2 marzo 2012

biscotti all'arancia glassati al cioccolato
















Vi propongo dei biscotti che si preparano velocemente, adatti ad ogni evenienza, si conservano anche per servirli agli ospiti improvvisi, a pasta semplice profumata all'arancia ideali quindi per accompagnare il tè e con una decorazione facile ma di grande effetto.
INGREDIENTI: 500 gr di farina, 125 gr di burro, 150 gr di zucchero, 1/2 bustina di lievito, 2 uova, 1 bicchierino di liquore, 1 limone, 1 arancia, cannella.

Facciamo anzitutto ammorbidire il burro, io consiglio sempre di scioglierlo in un pentolino a fuoco dolce, nel frattempo in una ciotola mescoliamo le uova con lo zucchero, quindi versiamo parte della farina setacciata e il burro, continuando ad amalgamare uniamo il liquore (io ho usato la sambuca), la cannella, la scorza grattugiata di un limone e il succo e la scorza grattugiata dell'arancia, completiamo con la farina rimanente e il lievito passato al setaccio. Cominciamo dunque ad ammassare la pasta con le mani, quando avrete ottenuto un panetto liscio ed omogeneo servitevi di un mattarello e senza il bisogno di infarinare il vostro tavolo da lavoro, stendete un foglio di carta da forno sul quale adagiate l'impasto e copritelo con un altro foglio, ora con il mattarello stendete la pasta (la carta da forno la impieghiamo per evitare che il composto si attacchi al mattarello restando liscio e regolare). Dalla sfoglia ottenuta ricaviamo delle ciambelle con l'aiuto di uno stampo, io non avendolo ho impiegato un bicchiere di vetro e ho praticato il foro centrale con il tappo di una bottiglia di plastica (come si vede dalla foto sottostante), ovviamente se preferite dare ai vostri biscotti una forma più grande utilizzate magari una tazza da latte o qualcos'altro dalla forma sferica; a questo punto foderiamo una teglia con carta da forno, disponiamo i biscotti distanziandoli gli uni dagli altri e lasciamo cuocere in forno a 160° per 30 minuti, una volta sfornati lasciate intiepidire per alcuni minuti; nel mentre ho fatto sciogliere in una sacca termica, immersa in una ciotola con dell'acqua calda, del cioccolato fondente, divenuto fluido ho cominciato a spalmarlo a piccole dosi sulla superficie dei biscotti magari con i rebbi di una forchetta possiamo rigare la glassa preparata, non è richiesto d'altronde un risultato perfetto, e ho poi guarnito con della scorza d'arancia candita.

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